È il natale dei bambini regaliamo un sapore vero
Scritto da CARLO PETRINI - la Repubblica Sabato 24 Dicembre 2011
Tutte le culture hanno sempre dedicato attenzione al cibo dei più piccoli con l´intento di farli star bene in modo piacevole. Ma ora i piani si sono confusi e alle nostre società "moderne" la salute dei ragazzi non importa, perché la salute non dà profitto e oggi il bene si misura solo con il profitto e il male con il non profitto: la salute mantenuta è un modo di non guadagnare denaro, quindi non va bene. E se per guadagnare denaro occorre distorcere e diseducare i gusti, le preferenze e le abitudini alimentari delle persone, allora prima si comincia e meglio è. Persone, forse, è parola inappropriata. Perché delle persone, in quanto tali, non importa niente a nessuno. Contano solo i consumatori, i clienti.
Infatti se qualcuno, per esempio i medici o i politici, tenta di fare il suo mestiere proteggendo i ragazzi e i bambini dall´eccesso di zuccheri, grassi e calorie, ecco che gli anticorpi del mercato subito intervengono. È successo negli Stati Uniti, dove a San Francisco il sindaco ha vietato i gadget in omaggio in menù per bambini che non rispettassero le raccomandazioni per la salute dell´infanzia. E cosa ha fatto la McDonald´s per uscire da questa situazione imbarazzante? Per caso ha riscritto i menù e cambiato le percentuali di grassi, zuccheri e calorie? Macché, i menù per bambini funzionano, si vendono alla grande, non c´è motivo di modificarli. Allora bisognerebbe farlo perché i bambini sono di tutti, e tutta la società dovrebbe averne cura perché i bambini sono il futuro che stiamo costruendo? O perché anteporre una vendita alla salute di qualcuno è gesto inqualificabile? Non diciamo sciocchezze. Una cosa che vende bene fa profitto e quindi è buona. Non si discute. Per cui hanno risolto in un attimo: a San Francisco il gadget gratuito ora costa 10 centesimi di dollaro, lo si "compra", e per evitare che i genitori si irritino quei 10 centesimi vengono dati in beneficenza, ad una iniziativa della medesima azienda. Due piccioni con un menù: si vende come al solito e intanto si finanzia l´iniziativa con soldi che prima non entravano.
Sempre negli Stati Uniti la Coca Cola e la Pepsi Cola sponsorizzano congressi ed eventi delle associazioni mediche di pediatri, medici di famiglia, dietologi... cioè gli stessi che dovrebbero raccomandare alle famiglie di evitare il consumo di bibite zuccherate.
D´altronde in Italia una locandina della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) indica una serie di prodotti freschi (frutta, verdura, latte) come potenzialmente inadatti per i più piccoli, con lo slogan "quando inizia lo svezzamento arriva il momento delle scelte giuste". E quali sarebbero le scelte giuste? Quelle dell´agricoltura sostenibile, delle produzioni di stagione, dell´educazione ai sapori reali della frutta, della verdura, della carne? No di certo. Le scelte giuste sono quelle già fatte da qualcun altro: omogeneizzati, latte, pasta o pane che abbiano un qualche bel marchio in evidenza, un proprietario, una confezione. E se mangiare un omogeneizzato di frutta significa incamerare più calorie del necessario perché ci sono zuccheri aggiunti, chi se ne importa, più avanti ci saranno altre industrie che proporranno scelte altrettanto giuste per risolvere eventuali problemi. L´importante è che nessuno impari a mangiare come si deve, a riconoscere la qualità, a gioire di un gusto che cambia ad ogni annata perché il cibo è il risultato dell´azione della natura e di quello dell´uomo.
Se per caso, com´è successo in Sicilia, qualche politico decide di togliere dalle scuole le macchinette dei cibi industriali per sostituirle con dispenser di frutta e succhi freschi, immediatamente qualche eroico difensore del libero mercato dirà che queste sono intollerabili azioni coercitive e che l´educazione non si fa con i divieti. Certo. Si fa con le lusinghe e con le bugie.
In attesa che la medicina rinsavisca, proviamoci noi. A Natale regaliamo un sapore vero ai bambini. Regaliamo loro un piccolo mattoncino di cultura alimentare su cui costruire il loro e il nostro futuro. Di persone, non clienti.
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